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Il lavoro che non c’è:

Occorrono interventi urgenti e strutturali per ammodernare il Paese e rilanciare l’economia per una vera crescita ed inclusione sociale dei senza lavoro.

IL LAVORO CHE NON C’È!!!

Peggio di noi si trova solo la Grecia; in Germania quasi il 100% dei laureati trova lavoro entro 3 anni dal conseguimento della laurea…!

In Italia però abbiamo anche un altro problema, tutti i giovani vogliono assolutamente frequentare l’università, non importa se ci metteranno 10 anni al posto di 5; non importa se entreranno in un mercato del lavoro ormai saturo ed il loro rendimento sarà mediocre, importa solo laurearsi.

Laureati ma disoccupati, piuttosto che essere degli occupati ma non laureati…!

A Milano abbiamo 7.000 avvocati, più che in una qualsiasi nazione europea!!!

Diventare avvocato non è certo semplice, è dura ed è un bellissimo traguardo da raggiungere. Ad essere sincero fa anche bello, ma se andassimo a vedere la busta paga del 90% dei giovani avvocati in Italia, beh, capiremmo che questo lavoro non è poi così redditizio..!

La verità è che al giorno d’oggi “quanto meno in Italia”, i lavori con un’elevata nicchia di sviluppo, e dall’altissimo rendimento economico sono i lavori manuali come “l’idraulico, il falegname, il cuoco, il meccanico”, perché sono lavori manuali settoriali che nessuno vuole più fare.

Occorre subito uno scatto di reni da parte del Governo per incentivare il “lavoro”, garantendolo a chi non ce l’ha, dando l’opportunità a tutti, a iniziare dai giovani, di lavorare per guadagnarsi da vivere dignitosamente.

A mio parere il lavoro deve essere il tema prioritario e centrale dell’agenda politica di Governo. In Italia, chi ha la massima responsabilità di governo del Paese, si deve assumere le responsabilità ed attivarsi concretamente per far ripartire l’economia, stimolando gli imprenditori italiani e stranieri ad investire in Italia per aumentare la produzione e la crescita del P.I.L..

Occorre una politica mirata a far ripartire in termini concreti l’economia e la crescita del nostro Paese, diminuendo le tasse e il costo del lavoro. La soluzione del problema lavoro va ricercata principalmente nella scarsa formazione dei nostri giovani che purtroppo nelle scuole e nelle università italiane, non ricevono gli strumenti idonei e necessari per inserirsi agevolmente nel mondo del lavoro.

Purtroppo in Italia siamo invasi da centinaia di migliaia di cittadini extracomunitari che offrono lavoro a basso costo, creando non pochi disagi ai cittadini italiani ed in particolare ai giovani, che spesso sono costretti, loro malgrado, ad emigrare all’estero per trovare migliori opportunità di lavoro, che non sempre trovano, e spesso si adattano svolgendo anche lavori umili.

In Italia, purtroppo, stiamo pagando gli errori commessi nel passato per scelte sbagliate poste in essere da una classe politica poco lungimirante ed attenta alla formazione e all’occupazione giovanile, che per molti anni ha tirato a campare, senza mettere mano alle riforme strutturali che necessitava e necessita tutt’ora il nostro Paese, al fine di rilanciare efficacemente la nostra economia rendendola competitiva a livello globale.

Va sottolineato quanto è stato fatto in altre nazioni dell’U.E. come ad esempio la Germania, che ha attuato per tempo, a spese dell’Europa, le necessarie riforme strutturali al loro Paese, consentendo gradualmente alla loro economia di crescere in modo esponenziale garantendo ricchezza e occupazione a tutti i cittadini tedeschi.

Al di fuori dell’Europa un modello da imitare è l’India. In questa nazione le Università sfornano ogni anno migliaia di ingegneri che emigrano all’estero conquistando livelli elevati di responsabilità nelle aziende e nelle imprese di tutto il mondo e portando ricchezza al proprio Paese. Noi italiani, invece, non avendo sviluppato adeguatamente la ricerca e promosso l’innovazione nel nostro Paese, mandiamo i nostri giovani all’estero a fare lavori umili e a sviluppare la ricerca in altre nazioni con i nostri “cervelli in fuga”. Ecco perché andrebbe incentivata di più la ricerca in Italia al fine di formare adeguatamente i giovani e di favorire la loro collocazione professionale nel mondo del lavoro del nostro Paese.

Il problema del lavoro e dell’occupazione giovanile in Italia è un “nodo” politico di fondo che dovrà essere affrontato e risolto mettendolo al centro del dibattito “politico” da chi si assumerà l’onere e la responsabilità di governo del Paese, al fine di consentire ai nostri giovani di avere finalmente concrete prospettive di lavoro, mirate a valorizzare la professionalità, la meritocrazia e consentire ai giovani di formarsi una famiglia e programmare il proprio futuro.

Occorre cambiare realmente il sistema sociale italiano, puntando sulla “formazione” di qualità, sviluppando la ricerca, attuando l’innovazione, evitando la fuga dei cervelli all’estero che provocano l’impoverimento della nostra classe dirigente con seri danni all’economia del nostro Paese, avvantaggiando altri Paesi che investono risorse molto elevate rispetto alle nostre sulla ricerca e sull’innovazione.

E’ necessario garantire a tutti i cittadini il diritto al lavoro perché, come è noto, senza lavoro non ci possono essere diritti, e senza diritti non ci può essere il rispetto della dignità umana e professionale della persona. Senza lavoro non ci può essere sviluppo, non ci può essere ricchezza e non ci può essere sicurezza. 

Il lavoro è dignità, non è carità!

L’Associazione Sicurezza Giustizia e Legalità – Osservatorio per l’Europa, si batte con determinazione per il cambiamento, per il diritto al lavoro e per il diritto di vivere dignitosamente in un Paese civile e democratico e al passo con i tempi, che deve essere in grado di garantire a tutti i cittadini pari dignità ed opportunità sociale nonché consentire a tutti una migliore qualità della vita e del lavoro, così come è stato sancito dalla nostra Costituzione, per una vera crescita ed inclusione sociale dei senza lavoro.