Occorre un nuovo sistema formativo per l’abbinamento scuola-lavoro dei giovani studenti

In Italia occorre un nuovo e vero sistema formativo per l’inserimento dei giovani al lavoro. 
L’attuale modello di scuola è in crisi e non riesce a favorire realmente i nostri giovani ad  inserirsi agevolmente nel mondo del lavoro.
Il 40% dei nostri giovani sono senza lavoro e non riescono a trovare una occupazione  lavorativa dignitosa adatta al loro ciclo di studi.La sperimentazione posta in essere dal MIUR di effettuare 200 ore di stage in alternanza scuola – lavoro non funziona.Non funzionano le modalità di apprendimento messe in campo dal MIUR per gli studenti delle scuole secondarie superiori, perché al termine del ciclo formativo pratico non danno quella preparazione e formazione necessaria volta a fare intraprendere agevolmente ai giovani un’attività lavorativa che si attiene al loro percorso di studi.
I nostri giovani oggi necessitano di maggiore attenzione, di essere formati e preparati adeguatamente nell’età adolescenziale ad effettuare le scelte formative giuste al termine del loro ciclo scolastico e avere la possibilità di essere inseriti agevolmente nel mondo del lavoro e nel processo produttivo.
La verità vera  è che nel nostro Paese non c’è ancora una vera politica della formazione professionale capace di formare i giovani.La domanda è chi forma i formatori?
Prima di iniziare a parlare di formazione da abbinare al corso di studi frequentato dagli studenti della scuola secondaria superiore, occorre formare una nuova classe dirigente omogenea di tutor da adibire all’attività di formatori, con funzioni specifiche, in tutti gli istituti scolastici secondari italiani.
Occorre inoltre una nuova politica della formazione e il Governo e gli Enti locali devono investire le risorse necessarie per favorire agevolmente la formazione e la crescita professionale, sottoscrivendo accordi e protocolli tra Governo, Enti Locali  e le imprese italiane, per consentire un reale avviamento al lavoro dei nostri giovani al termine del loro ciclo scolastico, così come attualmente avviene in altri Paesi dell’Unione europea come ad esempio la Germania, dove i giovani vengono formati durante il loro percorso scolastico secondario e al termine degli studi vengono avviati al lavoro nelle aziende dove si sono precedentemente formati.
L’alternanza scuola-lavoro deve essere perfezionata e migliorata con criteri e metodi collaudati per preparare gli studenti delle scuole secondarie superiori ad un vero e reale inserimento nel ciclo produttivo delle aziende italiane, per sfruttare al meglio le potenzialità dei nostri giovani e fornire loro un adeguato e agevole inserimento nel mondo del lavoro.
La manifestazione degli studenti italiani in 70 piazze del 13 ottobre 2017 è la cartina di tornasole che l’attuale sistema di formazione  scuola – lavoro non funziona e va urgentemente rivisitato, individuando le necessarie garanzie per garantire ai giovani una
elevata qualità formativa che consenta l’inserimento nel mondo del lavoro.
L’Associazione di promozione sociale “SICUREZZA, GIUSTIZIA E LEGALITÀ OSSERVATORIO PER L’EUROPA”, si batterà per consentire ai nostri giovani di realizzare il loro progetto di vita e di lavoro.
Dottor MICHELE ALESSI
Di seguito pubblichiamo i link dell’Agenzia AGI

Perché questa alternanza scuola-lavoro non piace agli studenti, ricapitolando

Le principali critiche all’attuale formato che ha spinto in piazza migliaia di studenti. Un primo bilancio del progetto 

di Luisa Berti

Author: Editore