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Report sul furto d’identità

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un profondo cambiamento di abitudini e di stili di vita che hanno sicuramente contribuito al moltiplicarsi delle occasioni in cui è possibile raccogliere, immagazzinare, processare, aggregare, collegare, analizzare e trasferire vaste quantità di dati.

Internet è un mondo con molte opportunità e vantaggi, al suo interno sono innumerevoli le fonti di rischio per chi naviga in rete senza prendere le giuste precauzioni ed altrettanto innumerevoli sono le occasioni, per i malintenzionati, di apprendere il nostro nome, indirizzo, data di nascita, codici di accesso, carta di credito, conto corrente o il numero di patente, ecc.

Il furto di dati personali e sensibili a scopo di frode è un crimine molto diffuso che esiste da sempre e numerosi sono i casi in cui vengono riempite le cronache e le pagine di ogni epoca. L’avvento del web ha riportato in auge la problematica, in quanto la rete consente nuove opportunità di truffa ai criminali moderni che si sono evoluti nel tempo e adattati alle nuove tecnologie, individuando vari sistemi per carpire preziose informazioni al fine di raggiungere i propri scopi illeciti.

Si evidenzia che con l’evoluzione del digitale si sta assistendo ad una crescita continua del fenomeno del furto d’identità, inteso come appropriazione d’identità, d’informazioni e di dati personali di un soggetto, con lo scopo di commettere, in suo nome e per suo conto, atti illeciti amministrativi ai fini di un illegittimo guadagno in favore di malviventi.

La crescente evoluzione informatica e telematica ed il massiccio uso di Internet, hanno determinato il nascere di nuove ed importanti figure criminali, che hanno assunto, nel tempo, dimensioni transnazionali, che si vanno sempre più diffondendo nell’intero pianeta.

Il “furto d’identità”, un’ipotesi criminosa che ricade nella fattispecie di reato, disciplinata dall’art. 494 c.p.(sostituzione di persona), è ogni condotta intrapresa al fine di ottenere, in modo fraudolento, un’informazione individuale relativa sia a persone fisiche che ad aziende, con l’intento di utilizzare identità o dati personali altrui per scopi illeciti.

Il “furto d’identità” ha per oggetto, dunque, l’identità di un’altra persona, mediante la quale il soggetto finge di essere qualcun altro, assumendo l’identità di quella persona, di solito per accedere a risorse o ottenere crediti o altri benefici, spendendo il nome altrui.

Il “furto d’identità” può essere totale o parziale, a seconda dell’appropriazione indebita d’identità altrui e si consuma attraverso l’uso del nome di altre persone, realmente esistenti o decedute, o, quando, si utilizzano solo alcuni dati falsi per conseguire un ingiusto profitto.

Al riguardo, la Suprema Corte di Cassazione ha statuito che ”è configurabile il reato di sostituzione di persona nel caso in cui si apra un account di posta elettronica intestandolo a nome di un altro soggetto, comportando dunque l’induzione in errore, non tanto dell’ente fornitore del servizio, quanto dei corrispondenti che si trovano ad interloquire con persona diversa da quella che ad essi viene fatta credere. (Cass. Pen. Sez. V 08/11/2007, n.46674)”.

Pertanto, bisogna prestare molta attenzione e non divulgare i propri dati personali in siti, tipo e-banking, in quanto l’acquisizione di identificatori personali è resa possibile grazie alla propria disattenzione che consente ai c.d. “ladri di identità” di appropriarsi indebitamente dei propri dati personali e delle proprie credenziali di accesso per fini illeciti.

Il Siulp, sindacato d’ispirazione confederale, è impegnato da sempre nel sociale e si batte per la tutela alla legalità, al fine di garantire una maggiore sicurezza ai cittadini ed in particolare ai giovani.

Al riguardo rappresenta che molteplici sono stati gli interventi che sono stati fatti dal Siulp in favore della legalità e della sicurezza dei cittadini a partire dalla tutela dell’infanzia, della donna e degli anziani ed altre iniziative saranno organizzate in futuro per promuovere nuovi modelli di sicurezza, quali: la polizia partecipata, la polizia di prossimità e il delicato fenomeno dell’immigrazione, per garantire una maggiore tutela della collettività, affinché venga intrapresa un’azione costante, fortemente legata all’attualità in modo tale che, nella valorizzazione delle esperienze si potrà costruire un futuro e moderno modello di sicurezza, al passo con i tempi, capace però di coniugare sempre quel binomio per il Siulp inscindibile che dovrebbe essere alla base di ogni democrazia: sicurezza e libertà.

Al riguardo, il Siulp, con la recente pubblicazione del testo “Manuale sui rischi dei reati informatici e strumenti di tutela”, ha voluto lanciare un segnale forte e chiaro all’opinione pubblica, volto alla prevenzione di questa piaga sociale, sempre più diffusa, che provoca gravi reati che ogni giorno mettono in serio pericolo migliaia di utenti della rete, i quali, a volte, inconsapevolmente subiscono danni ad opera di organizzazioni criminose che praticano il furto d’identità e che si trovano, loro malgrado, coinvolti in situazioni imbarazzanti che provocano loro gravi danni economici e d’immagine.

Uno dei temi attuali particolarmente importanti che è stato trattato nella stesura del citato manuale elaborato dal Siulp è quello dell’uso massiccio della posta elettronica, della diffusione delle transazioni telematiche e dell’utilizzo di social network e chat per condividere informazioni, che hanno favorito e incrementato la circolazione di dati personali, rendendo così i navigatori vulnerabili alla possibilità di essere vittime di “furto d’identità” con conseguenti gravi danni economici e sociali.

In conclusione, riteniamo che il testo pubblicato dal Siulp può essere considerato un buon punto di partenza per migliorare la conoscenza dei problemi legati alla tutela del diritto dell’individuo dalla indebita utilizzazione delle tecnologie informatiche e di conseguenza dalle illegittime interferenze nella sfera privata, attraverso l’uso degli strumenti informatici e telematici e per stimolare le istituzioni a fare meglio e di più per garantire una rete più sicura ai cittadini.

Si evidenzia inoltre che negli ultimi tempi sono stati fatti dei significativi passi in avanti da parte del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, per arginare questo grave fenomeno sociale, ponendo in essere varie attività di prevenzione e di contrasto di tali fenomeni criminosi, da parte della Polizia di Stato, che hanno prodotto ottimi risultati nell’ambito della prevenzione dei reati commessi attraverso l’utilizzo di strumenti informatici e telematici. Al riguardo, si precisa altresì che la Polizia Postale svolge una costante attività di polizia giudiziaria e amministrativa, diretta a monitorare la rete internet per contrastare comportamenti socialmente dannosi o pericolosi posti in essere con l’ausilio di detti strumenti che mirano a danneggiare gravemente i suddetti sistemi informatici e telematici.

In particolare si evidenzia che la citata Polizia Postale e delle Comunicazioni ha la competenza specifica nell’ambito del territorio nazionale, in materia di criminalità informatica e telematica e svolge in maniera encomiabile le sue funzioni inerenti la sicurezza e la regolarità nei servizi delle comunicazioni, con il compito specifico e peculiare di prevenire e reprimere i reati e gli illeciti penali e amministrativi in ambito informatico e telematico che rientrano nella vasta e complessa materia delle comunicazioni, incluse le attività illecite perpetrate per mezzo delle reti internet.

A nostro modesto parere molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare per trovare adeguate soluzioni alla problematica in parola, finalizzate a stroncare un fenomeno criminoso in continua crescita che se non adeguatamente monitorato e neutralizzato per tempo con i mezzi e gli strumenti idonei a disposizione delle forze dell’ordine e della magistratura, può provocare ulteriori e gravi danni alla collettività ed in particolare ai giovani, preda facile di malintenzionati che operano in rete.