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ROMA : quale sicurezza? Occorrono urgenti ed adeguati rimedi

A seguito di quanto si è verificato nell’ultimo periodo, nella Capitale mondiale della cristianità, mi corre l’obbligo di fare una seria ed approfondita analisi sullo stato della sicurezza nella Capitale, che soffre quotidianamente di mali endemici che si aggravano sempre più, di giorno in giorno, che vengono provocati dall’incuria, dal degrado e dallo stato di abbandono di alcune zone della città, dovuti principalmente ad una scarsa vigilanza ed attenzione di chi è preposto a garantire una città più sicura, pulita ed accogliente, al servizio del cittadino.

In particolare, mi ha colpito molto il grave episodio di violenza verificatosi nei giorni scorsi in pieno centro, nella centralissima Via XX Settembre, in cui è stata aggredita ed accoltellata all’addome una cittadina russa, nel corso di una rapina, per sottrarle il telefono cellulare. Autori del fatto criminoso sono state due persone di nazionalità algerina di 27 e 19 anni, con vari precedenti.
I malviventi protagonisti dell’aggressione e della rapina ai danni della cittadina russa sono stati sottoposti a fermo di polizia, grazie al pronto intervento di personale del reparto volanti della Polizia di Stato.
Questo è il classico caso in cui si denota che il sistema di prevenzione dell’apparato sicurezza può funzionare solo in parte; infatti, non si può pensare di mettere un poliziotto a difesa di ogni persona o di ogni obiettivo presente nella città, in quanto le risorse esistenti devono essere impiegate per un controllo più’ capillare del territorio a vantaggio di tutta la collettività’.
La microcriminalità rappresenta oggi per gli italiani, un fattore fortemente penalizzante, in relazione alla qualità della loro vita.
Non si può negare che, sebbene ci sia una forte attività di contrasto al crimine da parte di tutte le istituzioni a ciò’ preposte presenti nel territorio, in particolare delle forze dell’ordine, vi è un notevole aumento dei soggetti che vivono ai margini della società; infatti, gli stessi, per accaparrarsi beni o denaro mettono in atto diverse tipologie di azioni delittuose, spingendosi, come nel caso sopra richiamato, finanche in zone del centro storico, notoriamente molto controllate e vigilate, anche da strumenti di difesa passiva, come ad esempio le telecamere.
Effettivamente, le telecamere di sicurezza passiva hanno un duplice scopo, ossia una funzione di deterrenza, cioè la capacità di prevenire la commissione di reati ed una funzione di “detection”,vale a dire quella di fornire un utile supporto, al fine di identificare gli autori dei reati.

Si evidenzia però, che solo una limitata percentuale di reati commessi dai malfattori viene risolta grazie all’ausilio delle telecamere; ciò dà prova della modesta entità degli effetti positivi della presenza delle stesse, a fronte di un costo elevato per la collettività, sia per l’installazione delle stesse, che per la manutenzione.
La percezione della minaccia che rappresenta la “microcriminalità” per il cittadino desta un allarme sociale, maggiore rispetto alle attività poste in essere dalla criminalità organizzata.
Pertanto, la microcriminalità, quale fonte di paura condiziona negativamente la qualità della vita dei cittadini, i quali hanno una percezione di minore sicurezza .
Secondo alcune analisi criminologhe, alcuni segnali tipici di inciviltà, quali segni di disorganizzazione sociale sono degli indicatori dell’insicurezza percepita nelle città, dando l’impressione che non vi siano regole nel contesto sociale in cui si vive, come ,ad esempio, la presenza di prostitute, accattoni, barboni, bancarelle abusive, muri imbrattati, vandalismo, tossicodipendenti, etc.

Sovente, la politica sbandiera i dati della diminuzione delle denunce come un grande traguardo raggiunto, in termini di lotta contro il crimine di qualsiasi natura, ma talvolta la diminuzione del numero delle denunce può essere un segnale fortemente negativo, se tale dato è frutto della scarsa fiducia del cittadino nelle istituzioni o del timore di ritorsioni da parte della criminalità. Basti pensare, infatti, che più volte ed a gran voce, molti cittadini hanno invocato la certezza della pena nei confronti dei criminali autori di gravi reati, che, come è noto, spesso vengono condannati a pene insufficienti, vanificando l’operato delle Forze dell’Ordine; sia nell’aspetto implicito della pena, che nella modalità di esecuzione della stessa pena, anche per l’insostenibile situazione degli istituti carcerari, che sono ormai al collasso e che ospitano nelle carceri italiane oltre il 35% di cittadini stranieri negli istituti di pena con ripercussioni anche di convivenza all’interno degli stessi anche per motivi di spazi adeguati.

In realtà, l’opinione pubblica, a detta di molti osservatori ha una scarsa considerazione del sistema giustizia in senso lato, che va riformato, per consentire di snellire la durata dei processi, ottenendo una sentenza definitiva dei processi in atto, in tempi ragionevoli, in quanto gli attuali tempi della giustizia sono molto lunghi.

Alla luce di quanto sopra evidenziato è necessario fare delle serie riflessioni, che portano a preferire come intervento, quello di potenziare adeguatamente la presenza delle forze dell’ordine nel territorio, al fine di effettuare un’attività di concreta deterrenza, anche di carattere psicologico, finalizzata a stimolare una maggiore fiducia nelle forze dell’ordine da parte dei cittadini nonché rivolta ad ottenere un tempestivo intervento a seguito della consumazione dei reati.
Tale attività deve essere completata attraverso un vero ed efficace coordinamento tra le forze di polizia presenti nel territorio , cosi’ come previsto dalla Legge 121/81.

È da sottolineare inoltre, che le buone intenzioni in merito all’istituzione del numero unico di emergenza 112(NUE) nel comune di Roma Capitale sono state in parte vanificate dalle eccessive lungaggini temporali, prima di ottenere il richiesto servizio di soccorso.

Il nuovo numero unico di emergenza 112 è stato di recente aspramente criticato, sia dai sindacati delle forze di polizia, che da quelli degli enti di soccorso pubblico, ivi compresi i vigili del fuoco. Tale numero di soccorso è, in realtà, un call center gestito dalla Regione Lazio, senza la presenza di operatori dei vigili del fuoco e delle forze di polizia, che fanno da filtro sulle richieste di soccorso inoltrate dai cittadini, con un logico prolungamento dei tempi d’intervento di tutti i servizi, primo fra tutti il 118.

Al riguardo si pensi, ad esempio, alla necessità degli operatori del già menzionato 118, di interloquire in tempo e nella modalità opportuna, con chi sollecita l’intervento che deve essere proporzionato alla gravità dell’evento verificatosi; come, ad esempio, l’autoambulanza per il trasporto di pazienti,
l’ autoambulanza per il pronto soccorso, o unità mobile di terapia intensiva.

Si sottolinea altresì, che anche le sale operative delle forze dell’ordine non hanno la possibilità di comunicare direttamente tra loro, sia all’interno del proprio corpo, che con gli altri organi a ciò preposti, ivi compresi vigili del fuoco e il 118.

Pertanto occorre intervenire tempestivamente su una problematica di così rilevante importanza, che riguarda la vita e la sicurezza di tutti i cittadini della Capitale d’ Italia.

Si evidenzia inoltre, che anche gli enti locali, attraverso il recupero delle aree degradate della città possono concorrere alla creazione di centri di aggregazione sociale, per prevenire situazioni di devianza ed integrare nella comunità coloro che vivono ai margini della società’.

La Capitale d’Italia rappresenta un indiscusso patrimonio, religioso, storico, istituzionale, politico, culturale, artistico e paesaggistico di inestimabile valore e necessita una maggiore attenzione e un concreto impegno da parte della classe politica e dirigenziale, a tutti i livelli, sia centrali, che periferici della P.A. ed,in particolare da chi ha la massima responsabilità del governo comunale, provinciale, regionale e nazionale, affinché tali eccezionali beni vengano preservati per il futuro, attraverso una politica mirata a salvaguardarli e valorizzarli, anche per incrementare ulteriormente l’afflusso di turisti da ogni parte del mondo nel Comune di Roma Capitale.

Infatti, a lamentare inefficienze e disservizi vari, oltre ai cittadini romani sono soprattutto i turisti che visitano la Città Eterna, i quali chiedono una maggiore attenzione nei loro confronti in termini di mezzi di comunicazione e di servizi all’utenza.

Questi ultimi si lamentano inoltre del pagamento della tassa di soggiorno, che viene loro imposta, ritenendola un tributo eccessivo da pagare.

Viene inoltre criticata dai romani e dai turisti la scarsa funzionalità della città di Roma Capitale, soprattutto nei mesi di luglio ed agosto per quel che attiene ad una minore frequenza dei mezzi di trasporto pubblico fornito dalle municipalizzate A.T.A.C., COTRAL, METRO BUS ,che a nostro avviso dovrebbero invece essere potenziati, per garantire un servizio efficiente anche in considerazione del notevole afflusso dei turisti nel periodo estivo nella Capitale.

Capita spesso che i media internazionali riportano il verificarsi di episodi negativi di micro e macro-criminalità nella Capitale, come ad esempio la commissione di rapine, scippi  e di altri reati in generale, che scoraggiano molti turisti a scegliere Roma come meta turistica preferita, creando incalcolabili danni economici e d’immagine alla nostra Città’ .

E’ di fondamentale importanza rivedere la gestione dell’ordine pubblico di Roma Capitale, in quanto i romani ed i turisti sono attualmente costretti, loro malgrado, a convivere con innumerevoli manifestazioni di protesta, di ambito sindacale e politico, sia a carattere nazionale che locale, che vengono svolte nel corso dell’anno, provocando un vero e proprio blocco delle vie principali del centro storico nonché’ forti disagi ai danni dei cittadini, soprattutto in un periodo di recrudescenza del fenomeno terroristico a livello internazionale.

A parere dell’Associazione “Sicurezza,Giustizia e Legalità-Osservatorio per l’Europa” http://www.sicurezzagiustiziaelegalita.it/ , sarebbe necessario che il sindaco di Roma, autorità sanitaria locale ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, per vietare la permanenza dei senza fissa dimora e di chi esercita l’accattonaggio in prossimità di stazioni e dei beni di interesse storico e paesaggistico, in modo tale da fornire ai turisti l’impressione di trovarsi in un luogo accogliente, pulito e più’ sicuro.

A nostro modesto avviso, il primo cittadino di Roma Capitale dovrebbe dare un maggiore e più incisivo impulso alla polizia municipale, finalizzato a prevenire e a reprimere adeguatamente le attività illecite di vendita non legale della merce da parte dei venditori ambulanti non autorizzati, soprattutto nei luoghi di interesse turistico e nelle aree del centro storico, anche per contrastare efficacemente il fenomeno della vendita abusiva di merce contraffatta che determina un significativo introito di danaro a danno dell’erario del nostro Paese.

Dott. Michele Alessi

Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale

“Sicurezza,Giustizia e Legalità”-Osservatorio per l’Europa”

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